Il tuo nome
- 11 set 2017
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Indipendenza nel poter scegliere, un miraggio agli occhi di chiunque. Improbabile come, per molti, la questione dell’amore eterno. Si salvano i cinici, a loro, gloria imperitura.
Un continuo peregrinare, alla ricerca di un luogo dove poterci accoccolare in malattia e stanchezza fra le braccia di qualcuno che sia disposto ad attenderci, in grado di sostenere i nostri malumori, voglie momentanee di indipendenza e solitudine.
Qualcuno che rida con noi, ma non di noi, perché un orgoglio ferito ci farebbe sentire fuori luogo, come quando da bambini venivamo rimproverati in pubblico per qualche marachella.
Sentiamo la necessità di una persona che si ubriachi di vino, di terre e colori nuovi da assaporare, sperimentare, conoscere ed amare. Un luogo che per tutti e due possa essere chiamato casa.
Cinici di tutto il mondo: unitevi, salvateci.
La possibilità, (grande concetto che regala spazio all’immaginazione) di poter declinare l’invito a vivere questa esistenza, è per molti energia sostitutiva al dover: sopportare; non serve morire per non prendere più parte a tutto ciò che, di più deprimente, ci affligge e circonda.
Solitudini che camminano, che ci passano vicino, che stanno con noi ad una fermata del treno.
Siamo anime complicate, che cercano un luogo per riposare, in occhi sereni, capaci di comprendere senza dover spiegare.
Tra un caffè freddo ed una Winston a grandi passi si avvicina l’autunno, vorrei poter avere dosi di serenità sufficiente, ma mi dicono dalla regia che non si trovino in commercio.
La lista dei buoni propositi per il prossimo anno è quasi completa: meno rancore, più pazienza, la possibilità di non rimpiangere nulla…anche se, ci saranno sempre situazioni dove, per paura di ferire qualcuno, lasceremo correre, come l’acqua dei fiumi che porta al mare.
Ci priveremo di qualcosa che ricorderemo per tutta la vita come:l’occasione mancata.
Sarà quella a cui penseremo prima di chiudere per sempre gli occhi.
Un nome da pronunciare ed una preghiera, Signore perdonami.

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